Torquati (PD): “l’ora degli slogan è finita, non è vero che qui funziona tutto” Il Capogruppo PD replica a Giacomini sulle pagine di Cinque Giorni

Abbiamo letto l’intervista del Presidente Giacomini pubblicata martedì scorso dal vostro giornale e abbiamo fatto qualche riflessione. Dall’intervista emerge il quadro di un municipio governato da personale politico preparato e autonomo e di un territorio dove quasi tutto funziona. La realtà e gli avvenimenti degli ultimi anni ci parlano di una situazione ben diversa.

Il Presidente Giacomini millanta grande autonomia dal sindaco Alemanno mentre è noto a tutti che gli scontri a cui abbiamo assistito non sono dovuti a diverse idee sul- l’amministrazione ma si è trattato di dispute squisitamente politiche. Una spaccatura all’interno del PdL capitolino che inevitabilmente si ripercuote nella sede di via Flaminia, dove da una parte ci sono i consiglieri più vicini a Giacomini e dall’altra i difensori del Sindaco. Ma se i dis- sapori all’interno del Pdl hanno portato qualche volta il Presidente Giacomini a contrapporsi all’amministrazione comunale, sulle questioni importanti il minisindaco non ha fatto altro che ratificare le decisioni fallimentari e inadeguate del Campidoglio.
La maggioranza del Municipio XX ha approvato il pericoloso Piano del Commercio, sconfessato poi dallo stesso Sindaco Alemanno; ha da poco approvato l’Accordo di Programma che porterà nuovi metri cubi su via Flaminia; ha detto si al bilancio dell’amministrazione comunale che toglie un milione e mezzo dalle casse del Municipio e ha approvato gli aumenti delle tariffe proposte dal Campidoglio. Tutti ormai sappiamo, soprattutto i cittadini stanchi di promesse non mantenute e passerelle politiche, che l’ora degli slogan è finita, come sta per giungere al termine questa esperienza ammini- strativa. Il nostro è un territorio che, sempre governatodalla destra, è andato alla ribalta delle pagine dei giornali per fatti dei quali si fa fatica ad essere fieri: basta ricordare il caos creato in tutta Roma dall’apertura di Trony a Ponte Milvio. Inoltre siamo il Municipio dove il 46% dei cittadini che vogliono iscrivere i propri figli all’asilo nido vede la propria domanda cestinata per mancanza di posti; il XX è il Municipio in cui arrivano proiettili ai Consiglieri e dove i cantieri, come nel caso di via Due Ponti, per mancanza di progettualità e coordinamento tra Municipio e Comune, diventano vere e proprie vie crucis per i cittadini.
Questo è il Municipio in cui tutte le opere che sono e saranno inaugurate sono frutto del lavoro e dei finanziamenti della vecchia amministrazione comunale, come per esempio la Strada di Fondovalle o le opere fognanti. Qui da noi i cantieri sono ancora appesi a un filo d’incertezza, come nel caso del Palazzetto dello Sport di Cesano, e dove le criticità venute alla luce in questi anni, come la voragine di via Comparini, non hanno trovato soluzione. Insomma ce n’è abbastanza per invitare Giacomini a ripensare a questi anni e invitare i cittadini a tenere gli occhi ben aperti.

 

L’INTERVISTA DI GIACOMINI -Cinque Giorni, 29 MAGGIO 2012
Gianni Giacomini è il presidente del più grande dei Municipi di Roma, il XX, che si estende dal Flaminio a Cesano e comprende il 50% del territorio del parco di Vejo.
Politico e amministratore di lungo corso nasce, Giacomini “sul posto” (Prima Porta) e non rinnega i suoi trascorsi democristiani. Entra in Forza Italia già dal 1994, ma precisa di non essere «un fascista», in velata polemica con i trascorsi di molti che oggi governano la Capitale. «La forza di un buon amministratore – dice – sta nelle competenze, ma soprattutto nella conoscenza del territorio e nel rapporto con i cittadini che lo abitano».
Lui, ci assicura, ha sempre lavorato così tanto che dai sondaggi gode di un «consenso del 56%». «La Dc, per molti di noi come anche per il mio amico Mori, oggi sindaco di Grottaferrata, su altra sponda politica, è stata una grande scuola, una palestra dove ci siamo esercitati ad ascoltare la gente e se oggi i tempi sono cambiati e l’antipolitica monta, il problema della democrazia rimane sempre lo stesso: ascoltare, condividere e risolvere». Ci tiene a precisare che proprio per questo lui non è «sul libro paga di nessuno». «Le assicuro che all’inizio non avevo alcuna intenzione di candidarmi e pensi che non fui nemmeno favorevole alla fusione di Fi e An nel Pdl. Ma accettai a condizione di avere le mani libere e di rispondere solo ai cittadini». Giacomini ritiene di aver rispettato il suo programma, anzi con qualche cosa in più, «ad esempio il cambiamento della sede del municipio che per 40 anni è stato nella catapecchia di via Sabotino fuori dal territorio e oggi è finalmente a via Flaminia. Finanziato con i 15 milioni di oneri concessori mai pagati da un costruttore».
E ancora ci parla del primo tratto del collettore di Roma Nord che attendeva da decenni, dell’avanzatissimo ufficio anagrafico di via della Storta, del numero verde per raccogliere in tempo reale le segnalazioni dei cittadini su abusi e disagi organizzato con le associazioni della protezione civile. Pare anche stia giungendo a conclusione lo spostamento avviato del campo nomadi di via del Baiardo nel rispetto delle regole umanitarie, ma che rappresenta «non solo un problema di ordine pubblico per la prostituzione e lo sfruttamento de minori, ma di igiene prima ancora che di decoro proprio sotto Ponte Milvio». Già lo storico ponte di Costantino del quale si va celebrare la storica battaglia «deturpato dai lucchetti». «Mentre il sindaco pensava a farsi vedere con Moccia, autore del libro che ha dato il via alla assurda moda – attacca Giacomini – io ho deciso di salvare le antiche pietre dalla ruggine e dalla corrosione. I lucchetti stanno ancora li, ma vi assicuro non per molto».
Anche la movida notturna è un problema, in parte risolto con la video sorveglianza installata in altre zone del vasto municipio dove è stata estesa anche l’illuminazione. A via Gradoli, terra di illegalità nota alle cronache, Giacomini ha voluto un censimento degli illeciti e degli abusi alloggiativi, ma gli sgomberi richiesti non sempre sono seguiti. Ormai il mandato volge al termine. Eppure il presidente vuole realizzare i sette centri anziani che aveva promesso. «Uno l’ho completato; per gli altri il Campidoglio mi deve scucire i due milioni di oneri che mi deve mettere in fascia A». Giacomini non è stato un presidente malleabile per Alemanno e gli uffici della sua amministrazione e ancor più ostico potrebbe essere in campagna elettorale. Lui certamente si ricandida «ma voglio vedere la composizione della lista», altrimenti se ne va per conto proprio con una sua di lista, «molto, molto trasversale».

LINK COLLEGATI E ARTICOLI CORRELATI

Intervista Giacomini online da Cinque Giorni, 29 Maggio 2012
“Mi ricandido ma, voglio vedere la lista”

Replica Torquati online da Cinque Giorni, 31 Maggio 2012
“L’ora degli slogan politici è finita”

da VignaClaraBlog, 31 Maggio 2012
“Giacomini: mi ricandido nel 2013”
da Lungotevere, 30 Marzo 2012
“Ancora scontro fra Giacomini e Torquati su Via Due Ponti”

da VignaClaraBlog, 31 Maggio 2012
“E’ finita l’ora degli slogan politici”

 

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