Manifestazione per i beni confiscati alla mafia

22 Ottobre 2011 – articolo di Adriano Bonanni tratto da VignaClaraBlog.it –
Si tratta di una manifestazione sui beni confiscati alle mafie che ha avuto luogo a Via Oriolo Romano sabato 22 ottobre, proprio di fronte a uno dei beni confiscati alle mafie (quaranta ettari di terreno e due casali) presenti sul territorio del XX Municipio.

Una manifestazione di grandissima importanza perché il tema dell’utilizzo dei beni confiscati alle mafie è tra i più scottanti.

Innanzitutto lo sono le cifre: nella sola Provincia di Roma i beni sottratti alla criminalità organizzata sono 383, nel Lazio 482. Nel Comune di Roma il 33,3% di questi beni non risulta essere utilizzato a fini sociali. Una percentuale enorme se si tiene conto di quante associazioni e cooperative sono oggi senza sede o le cui strutture non sono più in grado di far fronte alle necessità quotidiane.

Ma nel caso che vengano assegnati, che sono i benificiari di questi beni? L’uso che ne viene fatto è davvero utile alla comunità o è a solo vantaggio di amici e conoscenti che si vedono affidare terreni e strutture per poi trarne un profitto esclusivamente privato?
Anche di questo si è parlato alla manifestazione che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Tonino D’Annibale, Consigliere regionale – vice presidente della Commissione Politiche sociali, Daniele Torquati, Capogruppo PD al XX Municipio, Vincenzo Pira, Coordinatore PD del XX Municipio, Giulio Pelonzi, Consigliere PD al Comune di Roma, Tiziana Biolghini, Coordinatore del Forum Fattorie Sociali della Provincia di Roma e alcuni membri dell’Associazione Libera di Don Luigi Ciotti.
“Noi oggi apriamo la vertenza regionale per la trasparenza legata all’uso dei beni confiscati alle mafie nel Lazio – ha dichiarato a VignaClaraBlog.it Tonino D’Annibale – ma volevamo anche compiere un atto simbolico: piantare in questo terreno delle piantine di ulivo per costituire un’oasi della legalità, un tassello all’interno di un territori immenso. Più della metà dei beni confiscarti alle mafie nel Lazio si trova a Roma, un patrimonio immane abbandonato o occupato per attività improprie.”

“Nel XX Municipio – continua D’Annibale – ci sono ben diciannove beni confiscati alla criminalità organizzata, e il loro uso è nullo se non, in certi casi, distorto. Alemanno ha consegnato ai propri amici questi beni, come Giuseppe La Fortuna, consigliere comunale PDL, carabiniere in aspettativa e presidente dell’Associazione Podgora, associazione che si occupa principalmente di distributori automatici nelle caserme del Lazio. Questo sarebbe l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie?”

“Noi proponiamo – incalza D’Annibale – un’iniziativa strutturata in quattro punti fondamentali: assegnazioni trasparenti a cooperative, associazioni o enti cui saranno destinati i beni, una graduatoria altrettanto trasparente relativa ai bandi, la necessaria indicazione dell’uso sociale dei beni sequestrati e infine una riapertura della vicenda relativa ai beni già asseganti: se utilizzati a fini sociali restino a quegli enti che se ne occupano, in caso contrario tornino all’utilità di tutti i cittadini. In ricordo di Carlo Alberto Dalla chiesa, dei giudici Falcone e Borsellino, di Giorgio La Pira, di tutti i cittadini inermi rimasti vittima della criminalità organizzata”.

“Non nego la mia soddisfazione nel veder partire questa vertenza dal XX Municipio – ha affermato Daniele Torquati – non solo perché qui abbiamo diciannove beni confiscati alla mafia, ma perché un paio di anni fa abbiamo scongiurato l’evenienza che tredici ettari di questi territorio fossero assegnati da Alemanno alla Rapahael Onlus senza un’esatta cognizione di causa. Questo perché noi crediamo che Alemanno e chi per lui debba fare scelte collegiali più attente al sociale, ricordando che la politica ha un dovere morale non solo nei confronti di chi è morto per la lotta alla mafie, ma anche verso quelle forze dell’ordine che hanno speso la propria vita per far si che questi beni venissero tolti alla criminalità organizzata.”

”Per questo la politica deve sentire tutta la responsabilità derivante dal secrificio e dalla battaglia di altre persone. In questo Municipio siamo aiutati da molte associazioni locali come i ragazzi di Libera e Gioventù Attiva. Per questo – conclude Torquati – chiediamo alle amministrazioni municipali che anche il XX Municipio faccia la sua parte, coinvolgendo quelle persone e quelle associazioni locali che hanno fatto di questa tematica una ragione di vita”.

La manifestazione si è poi spostata su Via dell’Inviolatella Borghese, dove sorge un terreno di tredici ettari che negli anni settanta divenne possesso della Banda della Magliana, e che oggi appartiene al X Dipartimento del Comune di Roma. Il Comune ha redatto un progetto di messa in sicurezza dell’area, e nel frattempo in molti si sono fatti avanti per chiedere l’assegnazione del terreno. Fra questi il Ministero della Pubblica Istruzione, che lo utilizzerebbe per progetti legati alla riscoperta e al rispetto dell’ambiente nelle scuole.
Una situazione, quella dei beni confiscati alle mafie nel XX Municipio, certamente problematica e sintomatica di un’amministrazione superficiale e distratta.

I beni confiscati alle mafie e poi distribuite “ad uso sociale” sono forse il simbolo più esaustivo di come da episodi di corruzione e degrado morale si possa giungere all’esatto contrario: a opere di bene pubblico, di utilità comune tesa a migliorare la vita di una comunità.
Lasciarli inutilizzati, o destinarli ad associazioni come quella presieduta dal consiglere La Fortuna vuol dire non solo negare ai cittadini questa possibilità, ma anche vanificare il lavoro di quanti (forze di polizia, amministrazioni, comuni cittadini) hanno contribuito alla loro sottrazione all’attività criminale.

 

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